marzo 1, 2010 1

L’altra faccia della scelta del browser

Di Claudio in News

Finalmente l’Europa impone la scelta.. O meglio impone di imporre, perché da oggi Microsoft deve mostrare a tutti i suoi utenti che non esiste solo Internet Explorer e più di qualcuno cambierà le sue abitudini in favore di un browser migliore.

Certo non tutti migreranno a Safari, Chrome o Firefox; ci sarà chi apprezza e si trova a suo agio con Internet Explorer (ma come si fa?!) ma nella peggiore delle ipotesi avremo un bello spostamento su Internet Explorer 8, il meno bacato tra i browser Microsoft.

Lasciando da parte gli idealismi di Mozilla o il marketing di Google, cosa cambierà per noi che sviluppiamo web?

In verità poco.

Con tutta probabilità la maggior parte degli utenti continuerà ad usare Internet Explorer: un browser lento nell’interpretazione del codice Javascript, che ignora completamente HTML 5 e CSS 3 (i futuri standard su cui tutti gli altri si giocano reputazione e fette di mercato) ma almeno inizieremo a risparmiarci i forti mal di testa che ci dava il caro (un po’ più vicino all’estinzione) Internet Explorer 6.

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febbraio 19, 2010 0

Site update!

Di Claudio in News

Alcune novità sul sito:

  • rivista la navigazione nella forma e nella sostanza;
  • rivisto il piede delle pagine dove ho modificato la navigazione ed eliminato le news;
  • trasferiti completamente news e tutorials sul blog;
  • verificato il codice che dava errori qui e la.

Tutte le modifiche sono state fatte in ottica di riorganizzazione dei contenuti, per lasciare sul sito principalmente il mio portfolio, mentre sul blog ci sarà tutto il resto: riflessioni, aggiornamenti, pensieri ecc..

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febbraio 16, 2010 0

Testare il sito su più browser: metodo e risorse

Di Claudio in Tutorial

Noi web designer dobbiamo confrontarci con un media fluido che oltre a cambiare da un anno all’altro varia a seconda del supporto tramite il quale viene fruito, sia esso un browser tradizionale o il browser di un dispositivo mobile dotato di giroscopio.

Nella mia personale esperienza, se il sito a cui lavoriamo è scritto in maniera corretta, nel momento in cui lo testeremo avremo veramente poche sorprese: si tratterà al massimo di variare qualche larghezza o di concentrarsi sulle features meno comuni. Vale ovviamente un discorso a parte per Internet Explorer che nelle versioni 6 e 7 ci presenta sempre delle graditissime sorprese, mitigate un po’ nella versione 8.

Comunque, siccome tutti i browser sono differenti ed hanno le loro particolarità è bene testare il nostro sito sul maggior numero di piattaforme possibili per cercare di evitare comportamenti sgraditi ed imprevisti (anche se non possiamo simulare tutte le possibili varianti). Ogni designer ha il suo metodo: qui riporto il mio sperando che possa essere di aiuto, allegando una serie di risorse per trovare vecchie versioni dei browser.

I miei browser di riferimento sono Safari e Chrome, seguiti dall’ultima release di Firefox, Camino e l’ottimo Opera.

Durante lo sviluppo trovo molto pratico usare Safari in quanto integra una serie di strumenti che per me sono molto più pratici di Firebug (su Firefox); per la validazione del codice invece utilizzo l’estensione di Firefox HTML Tidy, strumento molto pratico e preciso (prima usavo Safari Tidy ma con il passaggio a Snow Leopard ed ai 64-bit l’installazione di plugin per Safari è diventata problematica)

Terminata la fase di sviluppo ed ottenuto il perfetto risultato su Safari (che utilizzando WebKit ha il motore di rendering HTML e CSS più preciso) passo a verificare il sito sugli altri browser: Chrome dovrebbe comportarsi come Safari in quanto basato anch’esso su WebKit; Firefox di solito presenta minime differenze nell’interpretazione di CSS2 mentre sono un po’ più marcate per CSS3 (che però al momento non è uno standard). Per emulare Firefox 2 uso Camino 1.6 (presenta la stessa versione di Gecko usata da Firefox 2) in modo da poterlo attivare contemporaneamente a Firefox 3. Anche Opera di solito presenta trascurabili differenze ma è l’ultimo browser che controllo installandone solo l’ultima release (a causa del suo market share e perché essendo un browser di nicchia di solito chi lo installa lo tiene aggiornato).

Solo quando tutti i browser sensati hanno dato il loro responso positivo passo ad Internet Explorer, partendo dalla release meno problematica (IE8) e risalendo fino alla sesta.

Come avrò modo di spiegare prossimamente in maniera più dettagliata, per risolvere i problemi che affliggono Internet Explorer personalmente non sporco il CSS di base (usato da tutti i browser, anche da IE) ma creo dei fogli di stile applicati con commenti condizionali che vanno a sovrascrivere solo ed esclusivamente le regole interpretate erroneamente dal browser di Redmond. Inoltre preferisco evitare più possibile il ricorso a stratagemmi basati su Javascript che essendo client-side potrebbero non funzionare.

Risorse utili

Riporto di seguito un po’ di link utili per recuperare vecchie versioni ormai obsolete dei browser o per procurarsi un’installazione multipla di Internet Explorer

Safari

Per chi (su Mac) volesse installare una versione precedente di Safari da affiancare all’attuale ecco un utile link che presenta, impacchettate singolarmente, le varie release del browser made in Cupertino http://michelf.com/projects/multi-safari/

Firefox

Dopo ricerche non proprio semplici sono riuscito a trovare questo sito http://releases.mozilla.org/pub/mozilla.org/firefox/releases/ nel quale vengono rese disponibili le varie release di Firefox (attualmente addirittura l’alfa della 3.7); fino a qualche mese fa era presente anche Firefox 2 ma probabilmente è stata rimossa dopo che Mozilla stessa ne ha interrotto il supporto.

Internet Explorer

Come accade per Safari ufficialmente non possiamo installare contemporaneamente più versioni di Internet Explorer sulla stessa macchina, quindi il suggerimento è di aggiornarlo all’ultima release disponibile e poi sfruttare uno dei seguenti strumenti per creare un’installazione multipla per poter testare dal vivo il sito senza affidarsi ad approssimativi e lenti strumenti quali BrowserShots.

Disclaimer

I prodotti sono frutto del lavoro di appassionati o sviluppatori indipendenti, pertanto non posso assicurare che continueranno ad essere reperibili e supportati nel tempo.

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febbraio 13, 2010 0

Disinstallare su Mac OSX: rimozione “drag & drop”

Di Claudio in Tutorial

Dopo aver visto come si esegue un’installazione “drag & drop” su Mac OSX (in allegato anche la guida illustrata in versione PDF) vedremo come si rimuove un’applicazione dal nostro sistema operativo.

Dopo aver installato con successo un’applicazione sul nostro Mac ed esserci divertiti ad usarla, come facciamo a disinstallarla?

In effetti a chi si è avvicinato da poco ad un Mac l’operazione potrà apparire strana ma per la maggior parte delle applicazioni la procedura di disinstallazione è molto semplice, forse più di quella legata all’installazione.

Nei casi in cui l’applicazione non sia fornita di un proprio uninstaller si procede come segue:

  1. uscire dall’applicazione;
  2. aprire la cartella Applicazioni situata in Macintosh HD* (scorciatoia: in Finder premere cmd + shift + ain simboli: ⌘ + ⇧ + a);
  3. individuare l’applicazione da rimuovere dal sistema;
  4. trascinarle l’applicazione nel cestino;
  5. vuotare il cestino;
  6. l’applicazione è rimossa e disinstallata.

Semplice no?

Tip

Le applicazioni lasciano alcuni file di configurazione in luoghi predisposti nel sistema operativo; cancellando la sola applicazione non vengono eliminati questi file che pesano solo pochi kb.

Mantenere i files di configurazione comporta alcuni vantaggi, come ad esempio ritrovare le stesse preferenze dell’applicazione se decidessimo di reinstallarla.

Pro Tip

Per individuare i files di supporto e disinstallare completamente un’applicazione si può procedere manualmente come segue:

  1. seguire i passaggi indicati in precedenza per rimuovere l’applicazione;
  2. cercare in: Machintosh HD* > Utenti > Utente > Libreria > Application support la cartella riportante lo stesso nome dell’applicazione eliminata ed eliminarla;
  3. cercare in: Machintosh HD* > Utenti > Utente > Libreria > Preferences il file di preferenze relativo all’applicazione eliminata.

L’ultimo passaggio è in effetti abbastanza rischioso ed è spesso complesso individuare il giusto file da rimuovere, di solito il file che cerchiamo riporta il nome dell’applicazione ma può capitare che riporti il nome della casa sviluppatrice.

Per individuare più facilmente i file da rimuovere esistono delle comode utility, sia gratuite che a pagamento, che ci dicono esattamente quali sono tutti i file di installazione legati all’applicazione che vogliamo rimuovere.

Alcuni esempi:

Pro Tip

Su Mac OSX raramente le applicazioni si “rompono”; di solito quando si verificano dei problemi nel funzionamento si possono risolvere eliminando i file di configurazione.

Si procede uscendo dall’applicazione ed eliminando i file di preferenza e di supporto descritti in precedenza; si può ignorare l’applicazione al fine di eliminare i soli files di supporto.

Si possono anche usare le utility sopra citate selezionando solo i file di configurazione in maniera mirata.

Selezionare solo quello che si desidera eliminare

* Machintosh HD è il nome standard della partizione disco del vostro Mac ed è la posizione più alta a cui accedere nel disco, un modo rapido per arrivarvi è aprire una finestra del Finder ed individuare il nostro disco nella lista dei dispositivi (nel mio caso il nome della partizione è “Temi” e non “Macintosh HD”)

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febbraio 12, 2010 0

GaliStar è multidimensionale: i layout fluidi

Di Claudio in Codice, Design, GaliStar

Creando il sito di GaliStar ho riflettuto molto sulla larghezza che ci condiziona durante lo sviluppo dei siti web e sull’inconsistenza di questa dimensione.

Con monitor sempre più grandi e l’avvento di browser sempre migliori si deve osare di più e fare cose nuove: da qui l’idea di creare un sito che non avesse larghezze fisse ma percentuali ed ottenesse un perfetto ridimensionamento su qualsiasi monitor dove venisse proiettato.

Ovviamente modifiche ad hoc sono state apportate per i browser Microsoft ma su tutti gli altri si può godere di un sito fluido; questo è solo l’esempio del primo sito fluido che ho realizzato ma con l’arrivo di HTML 5 e CSS 3 conto di poter al più presto espandere questo concetto proponendolo ai clienti come approccio al web che si discosta sempre più dalla carta stampata.

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